NUOVA CERTIFICAZIONE ENERGETICA (APE) DA GIUGNO 2026

 

Nuovo Attestato di Prestazione Energetica con la direttiva “case green”

 

Il nuovo APE (Attestato di Prestazione Energetica), in vigore da giugno 2026, introduce un aggiornamento nei metodi di calcolo della classe energetica degli edifici in linea con le direttive europee sull'efficienza. Non c’è l’obbligo di rifare i vecchi attestati validi, ma i nuovi calcoli includono parametri più severi.

 

La direttiva (UE) 2024/1275 “Case Green” (EPBD – Energy Performance of Building Directive) è la norma europea sulla prestazione energetica nell’edilizia e prevede importanti novità anche per l’attestato di prestazione energetica (APE).

 

Principali novità

La nuova regolamentazione, basata sui decreti attuativi dei requisiti minimi energetici, modifica radicalmente in calcolo delle classi energetiche degli edifici rispetto al passato, ovvero il modo in cui viene valutata la prestazione energetica degli immobili.

I nuovi APE non si limiteranno più a misurare i consumi energetici tradizionali, ma terranno conto di un insieme più ampio di indicatori. Tra questi figurano il consumo di energia primaria e finale, il contributo delle fonti rinnovabili, le emissioni operative e, progressivamente, parametri legati all’intero ciclo di vita dell’immobile. Di conseguenza, l’APE assumerà un ruolo sempre più rilevante nelle compravendite e nelle locazioni, influenzando in misura crescente l’attrattività e il valore di mercato degli immobili.

Le principali novità riguardano:

Calcolo dei ponti termici: scompaiono le vecchie stime forfetarie in percentuale; ora ogni ponte termico viene calcolato su geometrie reali dell’edificio.

Nuove classi energetiche: viene ridefinita la scala da A a G, dove A è riservata agli edifici a emissioni zero e la G ai meno efficienti, per rendere le valutazioni più severe e precise nel rispecchiare i consumi energetici.

Introduzione del GWP: nei nuovi edifici viene inserito nell’APE l’indicatore sul potenziale di riscaldamento globale (Global Warning Potential), cioè il potenziale di riscaldamento globale calcolato sull’intero ciclo di vita dell’edificio. Questo indicatore, espresso in kgCO2eq/m², tiene conto non solo dell’uso quotidiano dell’immobile ma anche di materiali, costruzione, manutenzione e demolizione. Verrà introdotto per fasi: dal 2028 per i nuovi edifici sopra i 1.000 metri quadrati, dal 2030 per tutte le nuove costruzioni.

 

Chi deve aggiornare l’APE nel 2026

Non scatterà alcun obbligo automatico; Chi ha già un APE valido non deve fare nulla: l’attestato resta efficace fino alla scadenza ordinaria di dieci anni, indipendentemente dall’entrata in vigore dei nuovi requisiti minimi. L’unica eccezione riguarda chi esegue interventi sull’immobile che ne modificano la prestazione energetica; come già avveniva in passato è la situazione in cui l’APE va aggiornato subito, a prescindere dalla data di rilascio. Chi invece deve richiedere un nuovo APE dopo il 3 giugno 2026, riceverà un documento più articolato rispetto a quelli rilasciati finora, con più indicatori e una valutazione più ampia che potrà incidere concretamente sulla commerciabilità dell’immobile.

 

Quando l’APE è obbligatoria

Non cambiano invece le principali situazioni in cui l’attestato deve essere presentato. L’APE continuerà a essere richiesta per:

La direttiva prevede inoltre l’istituzione di sportelli dedicati alla consulenza energetica per gli edifici meno efficienti e la creazione di banche dati nazionali che renderanno le informazioni energetiche più facilmente accessibili e confrontabili.

 

 

08/08/2026

 

www.studioansaldi.it

 

Studio Ansaldi srl – corso Piave 4, Alba (CN)

La riproduzione con qualsiasi mezzo è vietata. Tutti i diritti sono riservati.